Salve a tutti, tifosi e
simpatizzanti.
Da tempo avevo voglia di
aprire un piccolo blog dove poter parlare un po’ di Toro, magari fuori dai soliti schemi triti e ritriti delle testate
giornalistiche e delle televisioni.
Però, insomma, mi ci metto
proprio oggi, all’indomani dello sberleffo cascato sulla testa dei cuginastri
in quel del Bernabeu… Possibile non parlarne?
E allora faccio
una cosa originale: apro il mio blog sul Toro parlando della sconfitta della
Juve!
Cercherò di farla semplice,
tentando di non scadere nella retorica e cercando quanto più possibile di
essere imparziale e obiettivo (e voi lo
sapete che, da Granata, è difficile parlare degli zebrati con tranquillità).
La partita del Santiago
Bernabeu è stata semplicemente…una partita!
Cioè, mi spiego: chi ha
parlato di impresa storica si era
già dimenticato quella della Roma
del giorno prima, una che non accede alle semifinali di Coppa tutti gli anni. Quella
sì che è roba da consegnare ai posteri.
La partita dei cuginetti si è
messa esattamente come doveva se si voleva rimontare. Punto.
Gol nei
primi minuti – Gol prima dello
scadere del primo tempo – Gol nel
secondo tempo e poi difesa e contropiede (o ripartenze…).
Ci sono due sottili differenze tra la partita dello Stadio Olimpico e quella del Bernabeu:
la prima è che il Barcellona è sembrata veramente un’altra squadra rispetto ad
altre volte, ma la Roma è stata arrembante, grintosa e pure fortunata (e vista
l’andata, pari e patta);
la seconda è che, gol a
parte, la Juve NON HA demolito il
Real Madrid, anzi, gli spagnoli hanno giocato eccome, sprecando spesso l’inverosimile
e costringendo Buffon a tante parate
difficili.
Quindi, a pari fortuna, una squadra costruita per vincere la Champions non
può parlare di impresa storica, mentre l’altra sì.
Detto questo, passiamo allo sberleffo, al fattaccio, a ciò che ha messo la
parola FINE ai sogni di gloria bianconeri: l’episodio del rigore.
Ora, non ho voglia di
innescare tutta una serie di dietrologie (che ci starebbero tutte…), ma vedere
le cose nel modo più semplice.
Minuti di recupero. Attacco arrembante. Contatto in
area. Rigore.
Quante volte l’abbiamo visto
e con quante squadre? Soprattutto: quante volte può accadere? Sempre! È il calcio! E come diceva Boskov: «Rigore è quando arbitro fischia».
È
chiaro che ti brucia tutto e di più, che t’incazzi, che sollevi le mani e
maledici chiunque, ma non ci puoi fare un accidente, perché lì c’è un arbitro che ha deciso.
Ha deciso male?
Ha visto male? Può essere. Tutto può essere, soprattutto al 93esimo minuto
e ti stai per giocare i supplementari.
Nello specifico, vista da
tutte le angolazioni, era un’azione
fallosa? Sì e no. È una di quelle situazioni in cui un rigore lo puoi dare
e non dare e in entrambe le decisioni scontenti qualcuno, perché qualche dubbio rimane.
Ciò, però, non deve indurre a
volerla pensare per forza con malignità
e cattiveria.
Ed è quello che è successo.
Ed è qui che i cuginastri hanno veramente perso, non
sul campo.
Lasciando perdere ciò che è stato detto all’arbitro (ogni santa
volta gli arbitri, a tutte le latitudini, se ne sentono dire di ogni), ma
volendo comunque sottolineare la “signorilità”
di Buffon e Chiellini, in mondovisione e in diretta, è quello che è accaduto
dopo, a bocce ferme, il punto cruciale.
Lo avete visto e sentito
tutti e se non è così basta cercarlo su youtube.
Quello che è uscito dalla
bocca di Buffon è semplicemente Vergognoso.
Primo: come sportivo.
Secondo: come professionista.
Ci si aspetterebbe una
ramanzina dalla società, ma se il Presidente
Agnelli lamenta quel che ha lamentato in diretta, allora più che una
ramanzina gli darà un premio.
Quindi, cosa rimane di una partita di calcio valida per l’accesso alle
semifinali di Champions League? Una chiosa ai limiti dell’isteria, con vaneggiamenti e allusioni a complotti; parole e comportamenti fuori da ogni sportività.
È stato davvero uno spettacolo desolante, dopo una partita bellissima.
È ovvio, io cerco di essere
obiettivo, ma ho tifato Real a mani
basse e ci mancherebbe.
E quest’ultimo pensiero
dovrebbe far riflettere non solo i tifosi
bianconeri, ma anche la dirigenza.
Perché la Juve è tanto avversata dai tifosi delle altre
squadre italiane? Perché la quasi totalità dei non juventini tifano contro la Juve in Europa?
Persino il Milan di Sacchi prima e Capello
poi, per non parlare dell’Inter di Mourinho, (squadroni vincenti ovunque)
hanno sempre avuto il sostegno della nazione in Europa!
Ecco, credo che farsi un bell’esamino di coscienza sarebbe
utile.
E magari, andare anche a
scuola di bon ton non guasterebbe…perché Signori Si Nasce, ma si può anche imparare.
FORZA TORO!
(Alla prossima)

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