giovedì 12 aprile 2018

Signori Si Nasce...





Salve a tutti, tifosi e simpatizzanti.
Da tempo avevo voglia di aprire un piccolo blog dove poter parlare un po’ di Toro, magari fuori dai soliti schemi triti e ritriti delle testate giornalistiche e delle televisioni.

Però, insomma, mi ci metto proprio oggi, all’indomani dello sberleffo cascato sulla testa dei cuginastri in quel del Bernabeu… Possibile non parlarne?
E allora faccio una cosa originale: apro il mio blog sul Toro parlando della sconfitta della Juve!

Cercherò di farla semplice, tentando di non scadere nella retorica e cercando quanto più possibile di essere imparziale e obiettivo (e voi lo sapete che, da Granata, è difficile parlare degli zebrati con tranquillità).

La partita del Santiago Bernabeu è stata semplicemente…una partita!
Cioè, mi spiego: chi ha parlato di impresa storica si era già dimenticato quella della Roma del giorno prima, una che non accede alle semifinali di Coppa tutti gli anni. Quella sì che è roba da consegnare ai posteri.
La partita dei cuginetti si è messa esattamente come doveva se si voleva rimontare. Punto.
Gol nei primi minuti – Gol prima dello scadere del primo tempo – Gol nel secondo tempo e poi difesa e contropiede (o ripartenze…).

Ci sono due sottili differenze tra la partita dello Stadio Olimpico e quella del Bernabeu: la prima è che il Barcellona è sembrata veramente un’altra squadra rispetto ad altre volte, ma la Roma è stata arrembante, grintosa e pure fortunata (e vista l’andata, pari e patta);
la seconda è che, gol a parte, la Juve NON HA demolito il Real Madrid, anzi, gli spagnoli hanno giocato eccome, sprecando spesso l’inverosimile e costringendo Buffon a tante parate difficili.
Quindi, a pari fortuna, una squadra costruita per vincere la Champions non può parlare di impresa storica, mentre l’altra sì.

Detto questo, passiamo allo sberleffo, al fattaccio, a ciò che ha messo la parola FINE ai sogni di gloria bianconeri: l’episodio del rigore.

Ora, non ho voglia di innescare tutta una serie di dietrologie (che ci starebbero tutte…), ma vedere le cose nel modo più semplice.

Minuti di recupero. Attacco arrembante. Contatto in area. Rigore.
Quante volte l’abbiamo visto e con quante squadre? Soprattutto: quante volte può accadere? Sempre! È il calcio! E come diceva Boskov: «Rigore è quando arbitro fischia».

È chiaro che ti brucia tutto e di più, che t’incazzi, che sollevi le mani e maledici chiunque, ma non ci puoi fare un accidente, perché lì c’è un arbitro che ha deciso.
Ha deciso male? Ha visto male? Può essere. Tutto può essere, soprattutto al 93esimo minuto e ti stai per giocare i supplementari.

Nello specifico, vista da tutte le angolazioni, era un’azione fallosa? Sì e no. È una di quelle situazioni in cui un rigore lo puoi dare e non dare e in entrambe le decisioni scontenti qualcuno, perché qualche dubbio rimane.
Ciò, però, non deve indurre a volerla pensare per forza con malignità e cattiveria.
Ed è quello che è successo.
Ed è qui che i cuginastri hanno veramente perso, non sul campo.


Lasciando perdere ciò che è stato detto all’arbitro (ogni santa volta gli arbitri, a tutte le latitudini, se ne sentono dire di ogni), ma volendo comunque sottolineare la “signorilità” di Buffon e Chiellini, in mondovisione e in diretta, è quello che è accaduto dopo, a bocce ferme, il punto cruciale.

Lo avete visto e sentito tutti e se non è così basta cercarlo su youtube.
Quello che è uscito dalla bocca di Buffon è semplicemente Vergognoso.
Primo: come sportivo.
Secondo: come professionista.

Ci si aspetterebbe una ramanzina dalla società, ma se il Presidente Agnelli lamenta quel che ha lamentato in diretta, allora più che una ramanzina gli darà un premio.

Quindi, cosa rimane di una partita di calcio valida per l’accesso alle semifinali di Champions League? Una chiosa ai limiti dell’isteria, con vaneggiamenti e allusioni a complotti; parole e comportamenti fuori da ogni sportività.

È stato davvero uno spettacolo desolante, dopo una partita bellissima.
È ovvio, io cerco di essere obiettivo, ma ho tifato Real a mani basse e ci mancherebbe.
E quest’ultimo pensiero dovrebbe far riflettere non solo i tifosi bianconeri, ma anche la dirigenza.

Perché la Juve è tanto avversata dai tifosi delle altre squadre italiane? Perché la quasi totalità dei non juventini tifano contro la Juve in Europa?
Persino il Milan di Sacchi prima e Capello poi, per non parlare dell’Inter di Mourinho, (squadroni vincenti ovunque) hanno sempre avuto il sostegno della nazione in Europa!

Ecco, credo che farsi un bell’esamino di coscienza sarebbe utile.
E magari, andare anche a scuola di bon ton non guasterebbe…perché Signori Si Nasce, ma si può anche imparare.



FORZA TORO!

(Alla prossima)







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